La valutazione neuropsicologica nell’anziano

La valutazione neuropsicologica nell’anziano è un intervento clinico specialistico fondamentale per comprendere in modo approfondito il funzionamento cognitivo, emotivo e comportamentale della persona. Rappresenta il primo passo di ogni percorso di presa in carico, poiché consente di distinguere tra invecchiamento fisiologico e condizioni patologiche, orientando in modo accurato le successive scelte di intervento.

Diagramma con punti colorati e numeri accanto, usato comunemente per giochi o logica

Quando serve la valutazione neuropsicologica

La valutazione è indicata in presenza di:

  • disturbi di memoria;

  • difficoltà attentive;

  • problemi di linguaggio;

  • cambiamenti del comportamento;

  • disorientamento spaziale e temporale;

  • rallentamento cognitivo;

  • quando familiari e medici o il paziente stesso avvertono un cambiamento rispetto al funzionamento precedente della persona.

La valutazione è altrettanto utile in ottica preventiva, per monitorare nel tempo il funzionamento cognitivo e intervenire precocemente.

Una matita rossa smussata poggiata su un foglio di risposte a scelta multipla con alcune risposte marcate con matite

Obiettivi della valutazione neuropsicologica

  • Individuare precocemente segnali di decadimento cognitivo;

  • Distinguere tra invecchiamento normale, Mild Cognitive Impairment (MCI) e demenza;

  • Definire un profilo cognitivo dettagliato, evidenziando punti di forza e aree di fragilità;

  • Valutare l’impatto delle difficoltà cognitive sulla vita quotidiana;

  • Monitorare l’evoluzione del funzionamento cognitivo nel tempo;

  • Fornire indicazioni utili per medici di base, neurologi, geriatri e altri specialisti;

  • Costruire interventi di stimolazione e training cognitivo realmente personalizzati.

Persona anziana che impila anelli di diversi colori su un supporto, con alcuni anelli colorati sul tavolo.

Come si svolge la valutazione

La valutazione neuropsicologica prevede più momenti:

  • Colloquio clinico con la persona, volto a raccogliere informazioni sulla storia personale, scolastica e lavorativa, sulle abitudini di vita e sulle difficoltà percepite;

  • Raccolta anamnestica con i familiari o caregiver (ad integrazione dell’anamnesi con il paziente o in sua sostituzione qualora lo stato di decadimento/impairment cognitivo non consenta una raccolta esaustiva), fondamentale per comprendere l’evoluzione dei sintomi e l’impatto sulla quotidianità;

  • Somministrazione di test neuropsicologici standardizzati e validati scientificamente;

  • Valutazione del funzionamento emotivo, dell’umore e di eventuali disturbi comportamentali;

  • Restituzione dei risultati e stesura di una relazione neuropsicologica.

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