Stimolazione e training cognitivo

La stimolazione e il training cognitivo rappresentano interventi non farmacologici fondamentali nella prevenzione e nel trattamento del decadimento cognitivo e delle demenze ma anche nel recupero di abilità perse in seguito ad un evento traumatico (come un trauma cranico) o cardiovascolare (come un ictus). Si tratta di percorsi strutturati e personalizzati che hanno l’obiettivo di sostenere, mantenere e, quando possibile, recuperare o potenziare le funzioni cognitive, migliorando al tempo stesso il benessere emotivo, relazionale e la qualità della vita della persona.

Una persona anziana che cuce un maglione di lana rosso, utilizzando un ago. Le mani sono visibilmente anziane, con evidenti segni di invecchiamento.


Differenza tra stimolazione cognitiva e training cognitivo

  • Stimolazione cognitiva: insieme di attività strutturate volte a mantenere attive le funzioni cognitive residue, favorire l’orientamento, la comunicazione e il coinvolgimento emotivo. È particolarmente indicata nelle fasi di decadimento cognitivo lieve, demenza lieve e moderata.

  • Training cognitivo: intervento più specifico e mirato su singole funzioni cognitive (memoria, attenzione, funzioni esecutive), con esercizi graduati e progressivi. È indicato soprattutto in fase preventiva, di recupero funzionale da un evento traumatico (laddove possibile) o in presenza di Mild Cognitive Impairment (MCI).

Una donna anziana con capelli corti e bianchi, indossa occhiali blu e una camicia grigia, sorride mentre disegna un grafico con un pennarello nero su un foglio di carta su una scrivania.

A chi sono rivolti gli interventi

La stimolazione e il training cognitivo sono indicati per:

  • anziani cognitivamente integri che desiderano mantenere attive le proprie capacità;

  • persone con disturbi cognitivi lievi (MCI);

  • persone con demenza lieve o moderata;

  • persone con demenza in fase avanzata, attraverso interventi adattati a prevalente valenza relazionale e sensoriale;

  • persone che hanno subito un evento traumatico e che possono recuperare alcune abilità possedute prima dell’evento clinico patologico;

Mani anziane che manipolano un cubo di Rubik multicolore.

Funzioni cognitive coinvolte

  • Memoria: memoria episodica, semantica e memoria di lavoro, attraverso esercizi di rievocazione, associazione, categorizzazione e utilizzo di strategie compensative;

  • Attenzione e concentrazione: attenzione sostenuta, selettiva e divisa, con attività graduate e funzionali;

  • Linguaggio: denominazione, comprensione, fluenza verbale, arricchimento lessicale;

  • Funzioni esecutive: pianificazione, problem solving, flessibilità cognitiva, capacità di inibizione;

  • Orientamento temporo-spaziale: lavoro su tempo, spazio e routine quotidiane;

  • Abilità visuospaziali e prassiche: riconoscimento visivo, coordinazione, organizzazione dello spazio.

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